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     giorno settimanamesegiorno  Vede più una buona madre con un occhio che un padre con dieci. http://https://twitter.com/nina240557 https://www.facebook.com/Nina.web.graphics


Notte


pomeriggio d'agosto

La penna scorre veloce sui fogli.
Nessun rumore, solo lo sfregamento della penna sulla carta, è una notte silenziosa.
L'unica luce è della lampada sulla scrivania che crea un tondo sui fogli, attorno si intravedono i mobili della stanza: la libreria scura quasi inghiottita dal buio, il divano in pelle che crea riflessi opachi ed è clemente sulle crepe del cuoio consumato dal tempo, il riflesso più marcato sulle cornici d'argento dei ritratti posti sulla mensola del camino.
Gli altri oggetti sono troppo lontani dalla fonte di luce, il buio li ha carpiti.

La finestra è aperta e un leggero vento notturno muove piano la tenda.
La luna crea strane ombre nel giardino... ad osservarle sembrano quasi spiriti che danzano per sorella luna.
La notte nel suo lento scorrere e nel silenzio è magica.

La penna smette di scrivere.
Lo sguardo si posa sui ritratti sul camino. I visi sorridenti che guardano sono fermi nel tempo e nello spazio; tempo che non ritornerà più come i personaggi delle foto.
Un leggero brivido scorre sulla schiena indolenzita dalle troppe ore passate a scrivere.
La mente si sofferma sui ricordi che quelle immagini rievocano. E' un'ondata che invade la mente come una marea improvvisa, talmente potente che quasi soffoca e che stringe il petto lasciando senza respiro per un'attimo.

Solitudine, rimpianti, nostalgia; emozioni che arrivano come cavalloni in una mare in tempesta. Emozioni forti e dolorose ma che fanno sentire vivi.

Lentamente, l'ondata di dolore si assesta e si calma.
I ricordi adesso fanno meno male, ma la nostalgia e il rimpianto rimane. Come rimane il senso profondo di solitudine in questa notte così bella....

Nostalgia per le persone che guardano da quei ritratti, nostalgia per quello che sarebbe potuto essere ma non è stato, nostalgia della spalla amorevole cui appoggiare il capo.
Rimpianto delle cose non dette, dei gesti non fatti, delle decisioni prese e delle decisioni mai eseguite.
La solitudine è come una coperta che avvolge tutto, ma che non crea calore, ma solo un'infinito freddo fin dentro l'anima.

Una lacrima scende piano sul viso.
Il tempo trascorre, ogni ora, ogni giorno, ogni anno, calma i ricordi dolorosi, e affiorano più nitidi i ricordi felici.

Gran cosa il passare del tempo... il dolore provato per tanti anni diventa sempre più sopportabile, ma non si dimentica mai, rimane li nel cuore e accompagna il cammino nella vita cambiandola, qualche volta in meglio ma anche in peggio.
Lo sguardo si sofferma su quella foto nell'angolo, un po' nascosta, ma non meno importante: l'amico fedele di tanti anni che mai nulla ha chiesto, se non una carezza, ma che in cambio ha donato tutto se stesso.
Strappa un lieve sorriso sul volto, ripensandolo cucciolo magro come uno stecco, i primi giochi, le corse, le passeggiate. Ma lo sguardo che osserva la foto è anche di nostalgia, tanta nostalgia per quel suo ultimo giorno: il suo ultimo sospiro, il saluto bagnato di lacrime, e la speranza di ritrovarlo al ponte dell'arcobaleno....

La luna nel cielo continua la sua corsa inseguita dal sole dell'alba, le ombre danzanti del giardino diventano sempre più lievi, quasi ferme: il vento si è placato, un'altra notte insonne sta passando.
A ovest si intravede il cielo che si tinge di blu ceruleo.

Un'ultimo sguardo ai fogli scritti, un sospiro. La penna si posa sul tavolo. La schiena si raddrizza per sciogliere i muscoli inattivi da ore.

La luce della lampada si spegne, e, all'improvviso, i riflessi della stanza assumono un colore quasi uniforme, l'alba che avanza rende la stanza buia ma luminosa allo stesso tempo in attesa della luce del giorno.

Un'ultimo sguardo al giardino al di la della finestra. Le ombre stanno lasciando il posto ai colori dei fiori.

E' il momento di riposare.



sabato 29 settembre 2012

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